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IL RUOLO DEGLI STAKEHOLDER NELLINFORMATIVA SULLA SOSTENIBILITA SECONDO LEFRAG

Lo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), in qualità di consulente tecnico della Commissione Europea per lo sviluppo di principi in tema di rendicontazione, ha fornito il primo set in bozza degli European Sustainability Reporting Standard (ESRS). Si tratta dei principi di rendicontazione sulla sostenibilità ai sensi dell’articolo 29-ter della direttiva 2013/34/UE intro- dotti con l’approvazione della CSRD (Direttiva UE 2022/2464). Il loro sviluppo è frutto di una pubblica consultazione (aperta il 29 aprile e chiusa l’8 agosto 2022) che ha portato l’EFRAG ad apportare significativi cambiamenti rispetto alla versione originaria grazie al recepimento dei numerosi commenti ricevuti. Il set di principi è stato poi inviato alla Commissione Europea che dovrà adottarli in via definitiva entro il 30 giugno 2023.

Tra le principali novità si evidenzia la maggior centralità del processo di valutazione della materialità. In particolare, nel primo set di principi si fa esplicito riferimento al concetto di doppia materialità e viene illustrato il processo che deve guidare alla sua applicazione nella definizione dei temi da comunicare, ma anche gestire. Il presente contributo intende illustrare nel dettaglio il concetto di doppia materialità, focalizzandosi sul ruolo cruciale che gli stakeholder svolgono nella sua definizione.

Lo European Sustainability Reporting Standard 1 e la centralità degli stakeholder

Entrando nel merito dei contenuti del ESRS 1 “General requirements”, emblematico è il paragrafo 3 denominato “La doppia materialità come base per le comunicazioni di sostenibilità”. Nel quale si illustra come le imprese dovranno rendere conto delle questioni di sostenibilità in base al principio della doppia materialità. Segue poi il sotto-paragrafo 3.1 “Gli stakeholder e la loro rilevanza per il processo di valutazione della materialità”. In particolare, l’EFRAG qualifica gli stakeholder come coloro che possono influire sull’impresa o essere condizionati da essa. Viene quindi proposta una distinzione in due principali gruppi di stakeholder:

  • stakeholder coinvolti: individui  o gruppi i cui interessi sono influenzati o potrebbero essere influenzati – positivamente o negativamente – dalle attività dell’impresa e dalle sue relazioni commerciali dirette e indirette lungo la catena del valore; e 
  • i c.d. Utilizzatori (users) dell’informativa sulla sostenibilità: utenti primari della reportistica finanziaria generale (investitori esistenti e/o potenziali, fi- nanziatori e altri creditori, compresi i gestori di attività, le istituzioni crediti- zie, le imprese di assicurazione), non- ché altri utenti, tra cui i partner com- merciali dell’impresa, le organizzazioni sindacali e sociali, la società civile e le organizzazioni non governative, i go- verni, gli analisti e gli accademici.

Alcuni di questi stakeholder, ma non tutti, possono appartenere a entrambe le categorie.

L’engagement con gli stakeholder interessati è centrale per mantenere un processo di valutazione continuativa dell’impresa e per la valutazione e il monitoraggio della materialità sulla sostenibilità. Ciò include i processi per identificare e valutare gli impatti negativi effettivi e potenziali, che guidano la reportistica sulla sostenibilità.

Il concetto di doppia materialità

La materialità (o significatività) è un concetto chiave dell’accounting e svolge un ruolo fondamentale sia nella preparazione dell’informativa finanziaria (e non) che nell’attività di verifica della revisione legale. La materialità viene utilizzata per “filtrare” le informazioni che sono, o dovrebbero essere, rilevanti per gli utenti. In particolare, un’informazione è considerata “mate- riale” (o rilevante) se è in grado di influire sulle decisioni dei suoi utilizzatori.

Il concetto di doppia materialità è stato proposto per la prima volta dalla Commissione Europea nelle “Guidelines on Non-financial Reporting: Supplement on Reporting Climate-related Information” pubblicato nel giugno 2019. In particolare si incoraggiano le aziende a valutare la materialità da due prospettive (Commissione Europea, 2019, p. 6):

  1. «la misura necessaria per comprendere lo sviluppo, le prestazioni e la posizione dell’azienda» e «nel senso ampio di influire sul valore dell’azienda»;
  2. «l’impatto ambientale e sociale delle attività dell’azienda su un’ampia gamma di stakeholder». Il concetto implica anche la necessità di valutare l’interconnessione di tali due prospettive. In altre parole, da un lato si valuta come l’impresa impatta sul contesto di riferimento (valutazione d’impatto), ma anche come il contesto a sua volta è in grado di produrre effetti sull’impresa (valutazione finanziaria).

La doppia materialità si caratterizza quindi per la sua doppia dimensione: di impatto e finanziaria. Queste due dimensioni sono tra di loro interdipendenti e pertanto devono essere valutate congiuntamente. Generalmente, si individua come punto di partenza la valutazione d’impatto, in quanto eventuali temi che dovessero emergere come rilevanti non possono essere declassati semplicemente sulla base della loro scarsa rilevanza sotto il profilo finanziario. Successivamente, si deve procedere con l’individuazione del sottoinsieme di informazioni che risultano finanziariamente rilevanti per l’azienda e i suoi stakeholder. Tali temi impattanti pertanto possono essere al momento della loro individuazione rilevanti sotto il profilo finanziario o diventarlo nel tempo in base all’effetto che potranno produrre sugli investitori, o sui flussi di cassa (attuali o futuri), sullo sviluppo o ancora sulle performance economiche e finanziarie a breve, medio e lungo termine. È importante però tenere presente che, indipendentemente dalla rilevanza finanziaria di breve periodo, le tematiche d’impatto devono essere prioritariamente raccolte e indagate, altrimenti non sarà possibile avere una panoramica completa delle questioni rilevanti che interessano l’azienda. Si tratta pertanto di un rafforzamento della prospettiva forward looking, che si discosta dalla mera rilevazione dei fatti di gestione a trazione finanziaria, spesso miope (da intendersi prevalentemente orientata al breve periodo) o basata su eventi ormai passati.

Senza un cambio di prospettiva le imprese rischiano di pregiudicare sia la performance finanziaria a lungo termine sia lo sviluppo sostenibile. L’impresa deve quindi prestare particolare attenzione nell’analizzare i rischi e le opportunità nel processo di creazione del valore nel presente, ma soprattutto in prospettiva futura.

La rilevanza degli stakeholder nella valutazione di materialità

L’applicazione pratica della doppia materialità, da un lato, migliora l’engagement degli stakeholder, dall’altro, a sua volta richiede un loro coinvolgimento più ampio e diretto all’acquisizione di una comprensione completa di ciò che è realmente rilevante per l’azienda che si trova a operare in contesti sociali complessi. Ciò è reso più complicato dall’eterogeneità degli interessi dei differenti stakeholder che hanno varie (e a volte conflittuali) visioni sui temi sostenibili rilevanti. Il coinvolgimento degli stakeholder richiesto dall’analisi della doppia materialità è alla base di una relazione reciproca tra le imprese, gli stakeholder e la società nel suo complesso.

La materialità è anche un fenomeno so- cio-economico e politico, piuttosto che me- ramente tecnico, che si basa sulla più ampia comprensione possibile frutto della comu-

nicazione aziendale.

Mentre le organizzazioni continuano a definire, gestire e comunicare le loro identità, attività e impatti in relazione alla sostenibilità attraverso le loro analisi di doppia mate- rialità, la concezione di sviluppo sostenibile viene gradualmente plasmata e ridefinita. Vista la rilevanza del tema, l’EFRAG nella sua bozza di ESRS 1 ha inserito l’Appendice B incentrata sulla materialità. In particolare, con riferimento alla relazione con gli stakeholder, lo standard setter ha precisato nel concreto che le categorie più comuni di portatori di interesse da coinvolgere sono:

  • dipendenti,
  • altri lavoratori/collaboratori,
  • fornitori,
  • consumatori,
  • clienti,
  • utenti finali,
  • comunità locali e gruppi vulnerabili,
  • autorità (compresi regolatori, supervisor e banche centrali).

L’EFRAG, in linea con la dottrina, specifica che la valutazione della materialità per essere efficace, deve essere alimentata dal dialogo tra l’impresa e i suoi stakeholder. L’impresa deve pertanto interfacciarsi con i soggetti interessati, o i loro rappresentanti, per ottenere input e feedback specifici riguardo ai temi di impatto, ai rischi, ma anche alle opportunità.

Nella tabella 1, di seguito esposta, si propongono alcune pratiche di stakeholder engagement, con riferimento alle singole categorie generalmente rilevanti, che un’impresa potrebbe porre in essere nella definizione dei temi di impatto.

TABELLA 1 – Pratiche di Pratiche di stakeholder engagement con relativo feedback atteso

Canale comunicativoPratichedi engagementFeedback atteso
Dipendenti e collaboratoriUnidirezionale e bidirezionle /diretto e indiretto/formale e informaleIndagini di clima aziendale; strumenti di comunicazione interna (rassegna stampa, intranet, mail aziendale, social network interno ecc.); eventi interni; attività di volontariato aziendaleEfficientamento dei processi; miglioramento del clima aziendale
Fornitori e partner commercialiBidirezionale/diretto/formaleCodici di Condotta, questionari, coprogettazioneSviluppo di pratiche innovative; condivisione di obiettivi e best practice;

Clienti e consumatori
Unidirezionale e bidirezionale/diretto/informaleVendita diretta, ricerche di mercato e di customer satisfaction; test e focus group; social media e sito web aziendale; eventiSoddisfazione del cliente/ consumatore; incremento delle vendite; miglioramento della reputazione aziendale
Competitor e associa- zioni di categoriaBidirezionale/diretto/formaleIncontri e conferenzeProtezione degli interessi del settore; condivisione di obiettivi e best practice
Investitori/Finanziatori, analisti finanziariUnidirezionale e bidirezionale/diretto e indiretto/formaleAssemblea degli azionisti; relazioni del consiglio di amministrazione, comunicati stampa e presentazioni agli investitori; incontri con investitori e analisti, roadshow e conferenze con gli investitoriAumento dei dividendi; miglioramento della performance azionaria; relazioni con gli investitori positive; accrescimento della base di capitale; miglioramento del posizionamento aziendale negli indici finanziari
Comunità locali e gruppi vulnerabiliUnidirezionale e bidirezionale/diretto/formale e informaleVolontariato aziendale; attività di charity; incontri con rappresentanti della comunità localeMitigazione degli impatti esterni negativi dell’impresa; supporto alla comunità locale; miglioramento della reputazione aziendale
Autorità (regolatori, supervisor e banche centrali) e IstituzioniUnidirezionale e bidirezionale/diretto e indiretto/formaleIncontri istituzionali; eventi pubblici; partecipazioni a conferenzeDialogo trasparente; adeguamento alle leggi; difesa degli interessi di settore
Scuole e Università Bidirezionale/diretto/formaleStage e tirocini; testimonianzeaziendali; partecipazionea corsi universitari;progetti in collaborazione con studentiAttrazione di talenti;progettualità innovative
Stampa Unidirezionale e bidirezionale/diretto e indiretto/formaleComunicati stampa e materiale PR; siti web;interviste con rappresentanti dell’azienda (spokeperson); eventiComunicazione tempestiva etrasparente; miglioramentodella reputazione aziendale

Come illustrato nel principio ESRS 1, per determinare gli argomenti materiali da riportare, l’impresa dovrà in sequenza:

  • sviluppare un’adeguata comprensione del contesto di riferimento, tra cui le peculiarità della propria attività, le relazioni commerciali e le principali e più rilevanti categorie di stakeholder (a tal riguardo si rimanda ai GRI standard sectors in fase di completamento);
  • identificazione dei temi a impatto, sia effettivi che potenziali (sia negativi, che positivi), attraverso l’interazione con gli stakeholder maggiormente coinvolti e con esperti in materia;
  • valutare la rilevanza, sotto il profilo finanziario, dei propri impatti effettivi e potenziali definendo gli argomenti materiali. In questa fase, l’impresa dovrà adottare soglie per determinare quali tra i temi di impatto verranno sviluppati e dettagliati nella propria informativa sulla sostenibilità.

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Testo integrale di Melchior Gromis di Trana, Vittoria Lana, “Il ruolo degli stakeholder nell’informati- va sulla sostenibilità secondo l’EFRAG”, Modulo24 Bilancio e non financial repo ting, Il Sole 24 ORE, 9 febbraio 2023, n. 1, p. 42.

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